Il testo descrive i collegamenti tra il caso che coinvolge il giornalista Sigfrido Ranucci, l'imprenditore Valter Lavitola e il procedimento giudiziario vaticano nei confronti del cardinale Angelo Becciu.
Al centro vi è il processo contro Becciu relativo alla gestione dei fondi della Segreteria di Stato vaticana. Sebbene nel dicembre 2023 sia stato condannato in primo grado a cinque anni e sei mesi di reclusione, nel 2026 la Corte d'Appello vaticana ha rilevato irregolarità procedurali e disposto la rinnovazione di una parte del processo. La sentenza, tuttavia, rimane al momento efficace.
L'articolo critica la copertura giornalistica della trasmissione televisiva Report, che ha dedicato diversi servizi al caso Becciu. Gli avvocati del cardinale affermano di aver presentato querele per diffamazione in relazione a tali servizi, sulle quali non è stata ancora presa una decisione definitiva.
Particolare rilievo viene dato al caso di Nicola Giampaolo, che in una puntata di Report aveva rivolto gravi accuse contro Becciu. Successivamente Giampaolo è stato condannato in via definitiva dalla giustizia vaticana per calunnia nei confronti del cardinale e obbligato al risarcimento dei danni. Secondo i legali di Becciu, ciò solleverebbe dubbi sull'affidabilità delle fonti giornalistiche e sulla loro verifica.
Il Riformista richiama inoltre una cena svoltasi nel maggio 2023 in un ristorante tra Ranucci, Lavitola e don Gianni Fusco. Poiché Ranucci avrebbe posto domande sul caso Becciu durante quell'incontro, l'articolo ipotizza che Lavitola possa aver svolto un ruolo di intermediario nella trasmissione di informazioni. Tuttavia, viene precisato che non esistono prove a sostegno di questa ipotesi.
In conclusione, gli avvocati di Becciu ribadiscono la loro convinzione dell'innocenza del cardinale. Qualora Becciu dovesse essere assolto, si aspettano che Report dia alla notizia lo stesso rilievo riservato in passato alle accuse. Annunciano inoltre che si opporranno a un'eventuale richiesta di archiviazione delle querele per diffamazione da loro presentate.
Don Cesare Toscano condivide questo